Riassunto:
Un antico fossile animale risalente a circa 560 milioni di anni fa è stato recentemente scoperto in un normale allevamento di pecore nella regione artica della Norvegia. I ricercatori ritengono che questo fossile appartenga a Charnia, una strana creatura del periodo Ediacarano, ed è uno dei più antichi fossili animali conservati tridimensionalmente attualmente conosciuti. Questa scoperta non è solo la prima scoperta confermata di Charnia in Scandinavia, ma anche il primo nuovo sito fossile così importante scoperto in Europa da decenni.

La scoperta di questo fossile è stata del tutto casuale. Durante una spedizione nel Finnmark, nella regione artica norvegese, i ricercatori hanno scoperto che alcune rocce rotolate giù da un dirupo si sono frantumate naturalmente in un pascolo di pecore, rivelando fossili conservati all'interno. La roccia si spacca, rivelando una creatura simile a una felce. Visse durante il periodo Ediacarano circa 560 milioni di anni fa ed è considerato uno dei primi animali sulla terra.
In precedenza, tracce di alcune antiche creature attaccate o fissate al fondale marino sono state trovate nelle rocce vicino al Finnmark, ma non sono stati trovati fossili di queste creature stesse. Le rocce inaspettatamente rotte nel pascolo delle pecore hanno rivelato una documentazione fossile più ricca, dimostrando che quest'area un tempo preservava un importante ecosistema ediacarano.
Il periodo Ediacarano durò da circa 635 milioni di anni fa a 539 milioni di anni fa. Fu un periodo importante in cui la vita complessa cominciò ad apparire sulla terra. Le creature di questo periodo erano molto diverse da quelle familiari oggi, e le stesse formazioni rocciose che conservano i fossili non sono estese, quindi gli scienziati che si occupano di fossili di Ediacaran attualmente provengono principalmente da alcuni siti ben noti. Le nuove origini fossili sono molto rare, il che è un motivo importante per cui la scoperta del Finnmark ha ricevuto così tanta attenzione.
Sebbene Chania assomigli ad una felce, in realtà non è una pianta. È un animale primitivo con un corpo morbido e una struttura molto speciale. Non ha nemmeno una bocca, organi o strutture evidenti che possano muoversi attivamente. I ricercatori ritengono che sia più simile a una morbida "borsa" piena di materiale gelatinoso, che viene fissata a lungo sul fondo del mare.
Queste creature dal corpo molle comportano enormi difficoltà per la conservazione dei fossili. Durante il periodo Ediacarano, molte creature non avevano sviluppato ossa dure o gusci, quindi potevano facilmente decadere o essere distrutte dopo la morte. Un gran numero di fossili ediacarani esistenti sono in realtà solo impronte appiattite lasciate da organismi coperti da sedimenti, e le loro strutture tridimensionali originali sono scomparse da tempo.

Il fossile di Chania nel Finnmark ha subito un processo di conservazione completamente diverso. I ricercatori ipotizzano che sul fondale marino si sia verificata una frana sottomarina o un evento simile di sedimentazione e che Chania sia stata rapidamente spazzata via e sepolta. Una grande quantità di sedimenti entrò rapidamente e circondò il suo corpo molle, preservandone l'originaria forma tridimensionale.
Questo tipo di conservazione è estremamente raro, soprattutto per una creatura dal corpo molle che risale a 560 milioni di anni fa. Poiché il fossile non era completamente schiacciato come i tipici fossili ediacarani, i ricercatori sono stati in grado di osservare dettagli precedentemente non rilevabili nei fossili bidimensionali.
Il gruppo di ricerca ha scoperto alcune piccole strutture rialzate su ciascuna struttura ramificata di Chania che prima non erano evidenti. Queste strutture sono chiamate "strutture a chiglia". I ricercatori ritengono che lo stato di conservazione tridimensionale permetta di rivelare questi dettagli e di consentire agli scienziati di comprendere nuovamente la struttura corporea di questo animale primitivo.
Jorick Finma, primo autore dell'articolo e del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Cambridge, ha affermato che quando la stessa specie viene preservata in modi diversi, i ricercatori sono spesso in grado di scoprire caratteristiche fisiche che non erano state notate in passato. Questa scoperta ne è un classico esempio.
Il sito fossile è importante anche perché ha cambiato la comprensione degli scienziati sulla distribuzione degli animali ediacarani. Fossili ediacarani sono stati trovati in precedenza in molte aree del mondo, ma queste località erano relativamente concentrate. Nuove scoperte dal Finnmark suggeriscono che i primi animali potrebbero essere stati più diffusi di quanto suggerisca l’attuale documentazione fossile.

I ricercatori ritengono che potrebbero esserci molti siti fossili simili sulla Terra che non sono ancora stati scoperti. Poiché la ricerca paleontologica del passato tendeva a concentrarsi su luoghi ben noti in cui sono stati rinvenuti fossili, molte aree sconosciute sono state raramente studiate in modo sistematico, e la scoperta nel Finnmark mostra che queste aree potrebbero anche nascondere importanti prove dei primi anni di vita.
I ricercatori hanno scoperto anche altri componenti di antichi ecosistemi che circondano i fossili di Chania. Ciò significa che il sito potrebbe aver preservato non solo una creatura, ma una comunità di vita marina primordiale che gli scienziati in precedenza avevano a malapena compreso.
Neil Davis, ricercatore dell'Università di Cambridge, ha affermato che l'area locale potrebbe preservare una primitiva comunità biologica che non è stata ancora scoperta, e potrebbero esserci alcune forme di vita con forme strane che sono persino difficili da corrispondere ad altri organismi conosciuti, come creature con strutture a forma di ombrello e altre strane creature che non sono state registrate in passato.
Il gruppo di ricerca spera di continuare a indagare sulla regione del Finnmark e cercare altri fossili conservati negli stessi strati. Se le scoperte successive verranno ulteriormente confermate, le formazioni rocciose vicino all’allevamento di pecore potrebbero diventare un nuovo importante sito per studiare l’evoluzione della vita nel periodo Ediacarano.
I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati sulla rivista "Paleontology". I ricercatori hanno affermato che la scoperta del Finnmark non solo ha permesso agli scienziati di ottenere un raro fossile animale primitivo tridimensionale, ma ha anche ricordato alla gente che ci sono ancora molte lacune nella documentazione fossile della prima vita complessa sulla terra, e alcune rocce apparentemente ordinarie, o addirittura passate inosservate per molto tempo, potrebbero ancora nascondere importanti prove di vita centinaia di milioni di anni fa.
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