Riassunto:
In un ultimo studio, un team di paleontologi e geologi ha restaurato con successo un sito dell'"antica Pompei" che era stato perfettamente sigillato a causa di un'antica eruzione vulcanica. Questo disastro preistorico avvenuto circa 22 milioni di anni fa seppellì una lussureggiante foresta antica e un ecosistema intatto sottoterra in un brevissimo periodo di tempo, fornendo campioni fossili tridimensionali senza precedenti per l'esplorazione umana dell'ecologia terrestre all'intersezione tra l'epoca antica e quella miocenica.

I ricercatori hanno sottolineato che il meccanismo di formazione del sito è molto simile alla distruzione dell'antica città romana di Pompei da parte del Vesuvio nel 79 d.C. A quel tempo, l'improvvisa eruzione vulcanica rilasciò una grande quantità di cenere vulcanica ad alta temperatura e flussi piroclastici, che immediatamente inghiottirono e sigillarono l'intero ecosistema terrestre entro diversi chilometri quadrati dall'area circostante. A causa del tasso di seppellimento estremamente elevato e dell’ambiente anossico, la cenere vulcanica non solo ha preservato completamente i tronchi, i sistemi radicali e la forma delle foglie dei grandi alberi, ma anche minuscoli pollini di piante, tracce di attività di insetti e funghi microscopici e strutture di muschio attaccate ai tronchi sono stati trasformati in fossili intatti.

Utilizzando la tecnologia della scansione TC tridimensionale ad alta risoluzione e della datazione isotopica, il gruppo di ricerca ha ricostruito il modello di distribuzione spaziale tridimensionale di questa antica foresta 22 milioni di anni fa. L'analisi mostra che l'area si trovava in una zona climatica subtropicale con temperatura e umidità adeguate, con foreste ben proporzionate e una diversità ecologica estremamente elevata. I campioni fossili conservano anche un gran numero di tracce di piante rosicchiate da insetti e prove microscopiche di processi di decomposizione microbica. Ciò consente agli scienziati di osservare raramente direttamente i dettagli dell’interazione dinamica tra animali e piante e il loro ambiente decine di milioni di anni fa, invece di fare affidamento solo su ossa o frammenti sparsi per fare ipotesi.
Questa scoperta fornisce preziosi dati di base per studiare l'antica evoluzione del clima globale e il modo in cui gli ecosistemi hanno risposto ai cambiamenti ambientali. Gli scienziati coinvolti nello studio hanno affermato che questo tipo di sito fossile di "immagazzinamento istantaneo" è estremamente raro nella storia della terra. Non solo rompe il limite di frammentazione dei reperti fossili tradizionali su scala temporale, ma è anche come un’istantanea dettagliata dell’ecologia preistorica, che mostra intuitivamente alla gente moderna la prosperità della vita sulla terra decine di milioni di anni fa.
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