Le ultime ricerche rivelano i cambiamenti dietro l’aumento delle diagnosi di ADHD e autismo: le persone diagnosticate si avvicinano sempre più alla popolazione generale

📅 2026-09-21

Riassunto:

Mentre il numero di diagnosi di disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e disturbo dello spettro autistico (ASD) continua ad aumentare, gli scienziati hanno scoperto che è in atto un cambiamento importante: il background di crescita, l'esperienza di nascita e le caratteristiche familiari dei bambini e degli adolescenti diagnosticati oggi stanno diventando sempre più simili alla popolazione generale, anziché mostrare evidenti differenze come avvenivano dieci anni fa.

Lo studio, pubblicato su JAMA Psychiatry, è stato condotto congiuntamente dall'Università di Aarhus in Danimarca e dal Barcelona Institute for Global Health. I ricercatori sottolineano che per capire perché il numero delle diagnosi di ADHD e autismo è aumentato in modo significativo negli ultimi anni, non è più sufficiente concentrarsi esclusivamente sul fatto che l’incidenza della malattia stessa sia cambiata. È inoltre necessario prestare attenzione a come sta cambiando la composizione delle persone che ricevono diagnosi.

L'ADHD colpisce principalmente le capacità di controllo dell'attenzione e di gestione degli impulsi, mentre il disturbo dello spettro autistico coinvolge l'interazione sociale, i metodi di comunicazione e i modelli comportamentali. Lo studio ha rilevato che tra il 2012 e il 2022, molte caratteristiche che in passato erano significativamente più probabili nei gruppi con ADHD e autismo stanno gradualmente perdendo il loro effetto distintivo.

Il team di ricerca ha analizzato i dati di oltre 2,1 milioni di bambini e adolescenti che vivono in Danimarca e ha confrontato circa 71.000 di loro con una diagnosi di ADHD o autismo con oltre 710.000 dei loro coetanei che non avevano ricevuto una diagnosi.

I risultati mostrano che, sebbene i bambini e gli adolescenti con diagnosi abbiano ancora maggiori probabilità rispetto alla popolazione generale di presentare determinati fattori di rischio tradizionali, il divario si è ridotto significativamente negli ultimi dieci anni.

Ad esempio, le ricerche passate generalmente ritenevano che esistesse una forte correlazione tra basso peso alla nascita, ADHD e autismo. I dati della ricerca mostrano che circa dieci anni fa, i bambini con basso peso alla nascita avevano il 54% in più di probabilità di ricevere una diagnosi di ADHD o autismo in futuro rispetto ai bambini con peso alla nascita normale. Alla fine dello studio, questa differenza era scesa al 17%.

Tendenze simili si riscontrano anche in fattori quali la nascita prematura, il basso livello di istruzione e il basso reddito familiare. Queste caratteristiche, un tempo ritenute molto rilevanti per le diagnosi rilevanti, sono ancora influenti oggi, ma il loro potere discriminatorio è stato significativamente ridotto.

I ricercatori ritengono che potrebbero esserci molteplici ragioni per questo cambiamento.

Un possibile fattore è il continuo aumento della consapevolezza della società sull'ADHD e sull'autismo. La capacità di genitori, insegnanti e istituzioni mediche di identificare i sintomi correlati è aumentata, consentendo a un numero maggiore di bambini che in passato venivano facilmente ignorati di avere l’opportunità di essere valutati e diagnosticati.

Anche il miglioramento delle capacità di screening nei sistemi sanitario e educativo può svolgere un ruolo importante. Poiché le risorse di valutazione continuano ad espandersi, sempre più bambini hanno accesso a servizi diagnostici professionali e quindi entrano nella copertura statistica.

Il gruppo di ricerca ha anche sollevato la possibilità che la soglia diagnostica stessa cambi. In altre parole, gli standard e le pratiche potrebbero non essere esattamente gli stessi di generazione in generazione per quanto riguarda la misura in cui determinate caratteristiche o disfunzioni comportamentali giustificano una diagnosi formale.

Tuttavia, i ricercatori hanno sottolineato che questo studio non è stato in grado di determinare il contributo di ciascuno dei fattori di cui sopra, né di confermare quale meccanismo abbia svolto un ruolo dominante.

Lo studio non significa che l'ADHD e l'autismo siano sovradiagnosticati, né significa che le condizioni stiano diventando meno gravi, ha affermato il leader dello studio Oleg Plana-Ripoll. La scoperta principale dello studio è che le popolazioni che ricevono diagnosi sono cambiate nel tempo, quindi è necessario tenere conto di questo contesto quando si interpreta la crescita delle diagnosi.

I ricercatori notano che le persone diagnosticate oggi sono per molti versi più vicine alla media sociale complessiva rispetto al passato. Ciò significa che la crescita delle diagnosi negli ultimi anni non riflette necessariamente pienamente un aumento simultaneo dell’incidenza reale della malattia, ma può anche riflettere fattori quali l’identificazione ampliata, il miglioramento della copertura dei servizi e l’evoluzione delle pratiche diagnostiche.

Il gruppo di ricerca ha inoltre affermato che studi simili dovranno essere condotti in altri paesi in futuro per verificare se questo fenomeno è universale. Se si osservassero tendenze simili in tutti i paesi, ciò potrebbe portare a importanti aggiustamenti nella nostra comprensione dell’aumento globale delle diagnosi di ADHD e autismo.

I risultati suggeriscono che le discussioni sul numero crescente di diagnosi di ADHD e autismo devono andare oltre il semplice fatto che ce ne siano di più. Forse un problema più preoccupante è che la società moderna identifica e comprende un gruppo di persone più ampio e diversificato rispetto al passato, e questo potrebbe essere uno dei motivi importanti per cui il numero di diagnosi ha continuato ad aumentare negli ultimi anni.

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