Riassunto:
Secondo l'ultima serie di documenti di audit ufficiali divulgati ai sensi del Public Records Act degli Stati Uniti, alcune forze dell'ordine hanno da tempo inserito ragioni false, estremamente vaghe o infondate per eludere le revisioni di conformità interne quando chiamano la rete di riconoscimento automatico delle targhe (ALPR) della nota società di monitoraggio della sicurezza Flock Safety. Questi dati mostrano che, in assenza di una forte supervisione esterna e indipendente, la rete di monitoraggio ad alta precisione dei movimenti dei veicoli, originariamente progettata per combattere i crimini più gravi, viene abusata da alcuni agenti di polizia per attività di spionaggio quotidiano prive di una base di conformità legale.

La rete di riconoscimento automatico delle targhe creata da Flock Safety copre migliaia di comunità, distretti commerciali e arterie stradali negli Stati Uniti. Le sue telecamere solari lungo la strada possono catturare i veicoli in transito 24 ore su 24, non solo registrando il numero di targa completo, ma anche utilizzando algoritmi di visione artificiale AI per identificare la marca del veicolo, il modello, il colore della carrozzeria, gli adesivi e persino i dettagli dei danni del veicolo, e caricando enormi quantità di dati sulla posizione in un database cloud. Al fine di prevenire l'abuso di potere pubblico e rispondere alle preoccupazioni del pubblico sulla privacy riguardo alla "sorveglianza panoramica", varie giurisdizioni e fornitori di sistemi richiedono solitamente alle forze dell'ordine di inserire chiare ragioni legali nel sistema quando recuperano la posizione storica dei veicoli, come il numero specifico del caso di crimine associato (Case Number) o il motivo dell'indagine penale, in modo da stabilire una traccia di controllo per il successivo tracciamento.
Tuttavia, gli ultimi registri di controllo del sistema ottenuti mostrano che questo meccanismo di controllo interno che si affida al personale delle forze dell'ordine per inserire consapevolmente le informazioni è inefficace. I registri sono pieni di credenziali che gli agenti di polizia hanno creato a casaccio per recuperare rapidamente i registri di sorveglianza. In un gran numero di record di query, gli agenti di polizia devono solo inserire "test", "aspetto casual", "pattuglia giornaliera", "nessun numero di caso", o anche singole lettere o simboli confusi, e possono recuperare senza ostacoli la traiettoria di guida precisa del veicolo bersaglio e i timestamp in tutta la città per settimane o addirittura mesi.

Non solo, le registrazioni degli audit hanno messo in luce anche rischi di violazione più profondi. Si dice che alcune delle indagini non abbiano alcun collegamento con specifici casi penali attivi e coinvolgano controlli dei precedenti non autorizzati condotti per rintracciare ex coniugi, conoscenti o semplicemente per curiosità personale. Le organizzazioni per le libertà civili e i diritti della privacy digitale hanno criticato severamente questo, sottolineando che la tecnologia di riconoscimento delle targhe sta essenzialmente costruendo una rete di monitoraggio panoramico indiscriminato del luogo in cui si trovano tutti i cittadini; quando le soglie di audit interno sono superficiali e non vengono bloccate false scuse a livello di sistema o vengono imposte sanzioni al personale, l’abuso del potere di sorveglianza diventa una norma inevitabile.
I sostenitori della privacy chiedono alle agenzie legislative e di regolamentazione di non fare più affidamento sul formalistico "autocontrollo interno" delle infrastrutture di sorveglianza pubblica dominate dalle società private. I governi a tutti i livelli devono emanare norme obbligatorie giuridicamente vincolanti, istituire un meccanismo di verifica periodica dei dati di terze parti indipendente dalla stazione di polizia, forzare il sistema a bloccare le operazioni di interrogazione con numeri di casi di conformità mancanti in tempo reale e ritenere le forze dell’ordine che violano le norme e abusano dei big data sui luoghi in cui si trovano i cittadini responsabili delle responsabilità legali e amministrative per evitare che la moderna tecnologia di sorveglianza digitale eroda ulteriormente i diritti costituzionali alla privacy dei cittadini.
Commenti