Identificati erroneamente per decenni, fossili di 345 milioni di anni rimodellano l'evoluzione dei vertebrati terrestri

📅 2026-10-11

Riassunto:

Un gruppo di ricerca internazionale composto dal Museo Americano di Storia Naturale, dall'Università di Oxford nel Regno Unito e dall'European Synchrotron Radiation Facility (ESRF) in Francia ha recentemente annunciato gli ultimi risultati della ricerca. Un famoso fossile scozzese di 345 milioni di anni ha finalmente rivelato la sua vera identità dopo essere stato frainteso per decenni dalla comunità scientifica. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, mostra che il fossile non è un rettile primitivo come si pensava a lungo, ma appartiene piuttosto a un ramo ancora più antico dei tetrapodi.

Il nome scientifico di questo fossile è Westlothiana lizziae, soprannominato "Lizzie". È stato scoperto in Scozia nel 1984 e ufficialmente descritto scientificamente nel 1990. A causa dei suoi arti ben sviluppati, della struttura a cinque dita e delle caratteristiche simili ad artigli all'estremità delle mani e dei piedi, è stato a lungo considerato uno dei primi amnioti ad adattarsi alla vita sulla terra. Gli amnioti si sono poi evoluti in rettili, uccelli e mammiferi, quindi "Lizzie" è sempre stato considerato un importante punto di riferimento fossile per lo studio del processo di atterraggio dei vertebrati.

Tuttavia, nel corso di decenni di ricerca, c'è sempre stato un problema con questo fossile. Il fossile è stato gravemente schiacciato e racchiuso nella roccia, e i ricercatori hanno potuto osservare solo la struttura ossea esposta in superficie. Molte caratteristiche anatomiche chiave sono sempre state nascoste nella roccia. Pertanto, i giudizi sul suo vero status evolutivo si basano in gran parte su prove limitate.

Per risolvere il mistero, il gruppo di ricerca ha utilizzato l'impianto europeo di radiazione di sincrotrone a Grenoble, in Francia, per condurre una tomografia a raggi X con radiazione di sincrotrone ad alta risoluzione dei fossili. Il co-autore Xavier Jenkins, paleontologo dell'American Museum of Natural History, ha affermato che quando i ricercatori sono stati finalmente in grado di "vedere" la struttura interna della roccia, gli animali che hanno trovato erano completamente diversi da ciò che avevano a lungo immaginato.

I risultati della scansione mostrano che "Lizzie" ha una struttura del cranio abbastanza primitiva, ossa branchiali interne ossificate e una bocca simile a quella di un pesce piena di migliaia di minuscoli denti. Queste caratteristiche sono chiaramente incoerenti con i veri primi rettili, ma sono più vicine ai tetrapodi primitivi che vivevano nell'acqua o in ambienti anfibi.

Ben Igielman, un altro co-primo autore dell'articolo e ricercatore presso l'Università di Oxford, ha sottolineato che questa scoperta significa che "Lizzie" non appartiene all'antenato degli amnioti, ma a un membro più anziano di una classe chiamata "tetrapodi del gruppo staminale". Queste creature si sono evolute in modo indipendente prima che gli anfibi e gli amnioti si separassero definitivamente.

La ricerca ha portato anche a un'altra importante scoperta. In passato, la comunità scientifica riteneva generalmente che la struttura a cinque dita e le estremità ad artiglio fossero importanti segni di completo adattamento alla vita terrestre. Ma nuove scansioni mostrano che queste caratteristiche apparivano già in alcuni antichi tetrapodi che ancora spesso facevano affidamento sugli ambienti acquatici.

Ciò significa che molte caratteristiche ritenute esclusive degli animali terrestri in realtà si sono evolute passo dopo passo, ha affermato Jenkins. Quando compaiono per la prima volta non significa necessariamente che gli animali siano completamente fuggiti dall'ambiente acquatico, ma si sono accumulati poco a poco durante il lungo processo di evoluzione.

Gli scienziati ritengono che questa ricerca non solo ridefinisca l'identità di "Lizzie", ma cambi anche la comprensione da parte delle persone del processo di atterraggio dei vertebrati. I fossili che un tempo erano considerati rappresentanti dei primi amnioti terrestri, ora hanno dimostrato di appartenere a un lignaggio più primitivo, il che significa che potrebbe essere necessario rivalutare il tempo e il percorso evolutivo della vera comparsa degli antenati rettiliani e dei loro parenti stretti. Il gruppo di ricerca ha affermato che questo risultato dimostra pienamente anche l’importante valore della moderna tecnologia di imaging. Molti esemplari fossili classici studiati per decenni potrebbero ancora nascondere informazioni chiave che possono cambiare la comprensione scientifica. Poiché sempre più collezioni museali vengono sottoposte ad analisi di scansione avanzate, in futuro potrebbero essere rivelate scoperte più importanti sull’evoluzione della vita antica.

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