L’ex direttore della CIA prevede che l’intelligenza artificiale potrebbe iniziare a comandare i sistemi d’arma sul campo di battaglia intorno al 2030

📅 2026-10-09

Riassunto:

David Petraeus, generale a quattro stelle in pensione degli Stati Uniti ed ex direttore della Central Intelligence Agency (CIA), ha recentemente affermato che l'intelligenza artificiale potrebbe gradualmente svilupparsi da un ruolo ausiliario nella semplice analisi dei dati a una forza centrale che può partecipare direttamente al processo decisionale militare nei prossimi anni. Secondo la sua previsione, intorno al 2030, l’intelligenza artificiale dovrebbe iniziare a comandare una rete di campi di battaglia composta da sensori e armi, mentre il grado di partecipazione umana diretta sarà significativamente ridotto.

In un'intervista al podcast "Forecast2050", Petraeus ha affermato che nei prossimi anni gli eserciti di vari paesi disporranno di sistemi autonomi e persino di "sistemi autonomi composti da sistemi autonomi". Crede che il cosiddetto "agente AI" (Agentic AI) svolgerà il ruolo di ufficiale dello staff e diventerà un ufficiale dello staff AI che non si riposa mai e non ha bisogno di mangiare o di prendersi delle vacanze.

Nella sua visione, il campo di battaglia del futuro non è quello in cui i singoli droni svolgono compiti in modo indipendente, ma un gran numero di dispositivi autonomi sono collegati attraverso una rete di comando unificata. I sensori autonomi sul campo di battaglia sono responsabili della raccolta continua di dati ambientali e di intelligence e della trasmissione di queste informazioni a un sistema di comando centrale. Il sistema è quindi in grado di impartire comandi e coordinare azioni alla piattaforma armata con poco o nessun intervento umano.

Petraeus ha ulteriormente elaborato questo modello nelle precedenti interviste con i media. Ritiene che in futuro le responsabilità dell’intelligenza artificiale andranno ben oltre il controllo di un singolo drone o la raccolta di informazioni per i comandanti, ma sarà in grado di coordinare le operazioni collaborative di più gruppi di macchine e gestire operazioni militari multipiattaforma. Ha anche affermato che i sistemi autonomi saranno presto in grado di operare in modo collaborativo a livello di plotone e persino di battaglione, condividendo informazioni e completando il coordinamento senza l’intervento umano.

Oltre alle capacità di comando e controllo, Petraeus ha menzionato specificamente anche il concetto di "apprendimento ricorsivo", in cui il modello di intelligenza artificiale utilizza i dati e i processi informatici che genera per migliorare continuamente le sue capacità. Egli ritiene che questo meccanismo di auto-miglioramento diventerà un’importante forza trainante per i futuri cambiamenti tecnologici militari. Tuttavia, non ha spiegato in che modo i militari avrebbero verificato, testato e dispiegato tali capacità.

Quando si parla di applicazioni sul campo di battaglia nella vita reale, Petraeus prevede che entro la fine del 2026, la portata dell'uso dei sistemi autonomi senza pilota sul campo di battaglia ucraino si espanderà ulteriormente. Nel caso dei droni, uno degli impatti immediati sarà la riduzione del numero di piloti necessari, consentendo ai militari di mettere in campo più piattaforme volanti con una crescita del personale limitata.

Tuttavia, l'attuale posizione pubblicamente dichiarata delle forze armate statunitensi sottolinea ancora che "le persone sono coinvolte". L'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha affermato che l'esercito americano ha iniziato a utilizzare l'intelligenza artificiale per elaborare e filtrare enormi quantità di dati, ma non ha rivelato molti dettagli su scenari applicativi specifici. Ha sottolineato che la decisione finale su quando sparare, quali obiettivi attaccare e se usare le armi spetta sempre agli operatori umani.

Petraeus ha inoltre sottolineato che la transizione verso un modello di guerra autonomo non è solo una questione tecnica, ma richiede anche riforme organizzative nelle istituzioni militari. Ritiene che il Regno Unito potrebbe avere l’opportunità di svolgere un ruolo di primo piano in questo campo perché l’esercito britannico è relativamente piccolo, il sistema di comando del Ministero della Difesa è più centralizzato e la proporzione del budget investito in sistemi senza pilota è più elevata, sebbene la sua dimensione economica complessiva sia inferiore a quella degli Stati Uniti.

Al contrario, ritiene che negli Stati Uniti manchino ancora alcuni degli aggiustamenti istituzionali e organizzativi necessari per completare questa trasformazione. Man mano che l’intelligenza artificiale si sposta gradualmente verso il campo di battaglia, la sfida chiave che i militari di vari paesi dovranno affrontare non sarà solo quella di creare sistemi autonomi in grado di coordinare compiti di combattimento complessi, ma anche di decidere quanto potere decisionale e autorità di azione dovrebbero essere conferiti a questi sistemi.

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