L’UE prevede di introdurre una nuova legislazione per proteggere i minori online e nel regolamento potrebbero essere inclusi anche giochi e chatbot basati su intelligenza artificiale

📅 2026-09-14

Riassunto:

La Commissione europea prevede di introdurre una nuova legislazione sulla protezione online dei minori per limitare ulteriormente l'uso dei social media e di altri servizi digitali da parte di bambini e adolescenti che potrebbero comportare rischi di dipendenza. Secondo i rapporti pertinenti, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen prevede di annunciare questo nuovo piano nel prossimo futuro. L’obiettivo principale è quello di stabilire regole unificate che coprano l’intera UE, piuttosto che continuare a consentire a ciascuno Stato membro di fissare limiti di età e standard normativi diversi.

Il piano arriva in un momento in cui i paesi europei sono sempre più preoccupati per l'impatto dei social media sulla salute mentale e sulla sicurezza dei minori. Il presidente francese Macron ha recentemente invitato pubblicamente l’Unione europea a formulare norme unificate per vietare ai bambini di età inferiore ai 15 anni di utilizzare i social media. Anche i Paesi Bassi e la Spagna stanno spingendo per uno standard di età minima unificato a livello europeo e sostengono che l’ambito di applicazione della regolamentazione venga esteso ai videogiochi, ai chatbot di intelligenza artificiale e ad altri servizi digitali che potrebbero comportare rischi per i minori.

Tuttavia, il piano attualmente allo studio della Commissione europea potrebbe non essere così rigoroso come richiede la Francia. Secondo le informazioni finora divulgate, l’UE è propensa a fissare a 13 anni l’età minima per l’uso dei social media, allentando gradualmente le restrizioni per gli adolescenti più grandi, invece di stabilire direttamente che tutti i bambini sotto i 15 anni non siano autorizzati a utilizzare i social media.

Ciò significa che minori di età diverse possono avere livelli diversi di accesso ai servizi digitali. Più giovane sei, più limitati sono i contenuti e le funzioni a cui hai accesso; man mano che si invecchia, i servizi di cui si può usufruire aumentano progressivamente. Attraverso questo modello gerarchico, la Commissione europea spera di trovare un equilibrio tra la tutela della sicurezza dei bambini e la possibilità per gli adolescenti di utilizzare Internet normalmente.

Von der Leyen ha precedentemente istituito un gruppo di esperti per studiare la sicurezza online dei bambini. Il gruppo presenterà la sua relazione finale nel luglio 2026, analizzando i rischi affrontati dai bambini che utilizzano social media, giochi, servizi di messaggistica istantanea e strumenti di intelligenza artificiale e proponendo raccomandazioni come la definizione di standard di età unificati in tutta l'UE e l'adozione di diverse misure di protezione in base all'età dei bambini e al livello di rischio. La Commissione europea ha successivamente dichiarato che avrebbe sviluppato ulteriori programmi politici e legislativi basati su queste raccomandazioni.

Un motivo importante per cui l'UE spera di adottare regole unificate è che le differenze negli standard normativi tra gli Stati membri stanno diventando sempre più evidenti. Mentre Francia, Paesi Bassi, Spagna e altri paesi europei discutono sui limiti di età minima per i social media, i servizi internet transfrontalieri potrebbero trovarsi ad affrontare una serie di regole contrastanti se ciascun paese introducesse regole diverse. La Commissione europea spera di evitare questa frammentazione attraverso una legislazione unificata, mantenendo le grandi piattaforme Internet agli stessi standard di base in tutta l’UE.

Oltre ai social media, anche i videogiochi potrebbero diventare il fulcro di questa legislazione. L'UE è particolarmente preoccupata per i giochi e i servizi digitali con evidenti "design che creano dipendenza", come caratteristiche che incoraggiano gli utenti a continuare a utilizzarli per un lungo periodo attraverso premi continui, scorrimento infinito, riproduzione automatica, meccanismi casuali o altri mezzi. I regolatori temono che i progetti potrebbero avere un impatto maggiore sui bambini il cui autocontrollo non è ancora completamente sviluppato.

Anche i chatbot basati sull'intelligenza artificiale potrebbero essere inclusi nel nuovo quadro di protezione dei minori. Poiché i bambini utilizzano sempre più assistenti di intelligenza artificiale, chatbot e prodotti complementari di intelligenza artificiale, le autorità di regolamentazione europee hanno iniziato a prestare attenzione ai nuovi rischi che possono sorgere quando questi sistemi interagiscono con i minori, inclusi contenuti inappropriati, dipendenza emotiva, disinformazione e risposte inappropriate quando i bambini sono in uno stato di crisi psicologica.

La verifica dell'età sarà la chiave per verificare se l'intera politica possa essere realmente implementata. Se l'UE stabilisce che i minorenni non possono utilizzare determinate piattaforme, allora la piattaforma deve essere in grado di determinare l'età dell'utente. Ma la stessa verifica dell’età comporta problemi di privacy. L’UE deve trovare un equilibrio tra impedire ai bambini di aggirare i limiti di età ed evitare la raccolta su larga scala di informazioni identificabili degli adulti.

L'UE ha già iniziato a promuovere la tecnologia di verifica dell'età per i servizi digitali e a esplorare modi per proteggere meglio la privacy. Invece di richiedere agli utenti di inviare un documento d’identità completo o altre informazioni personali altamente sensibili a ogni piattaforma di social media, i politici sperano di raggiungere alla fine i “requisiti di prova dell’età”.

Allo stesso tempo, l'UE continua a rafforzare la supervisione digitale delle grandi aziende tecnologiche. La legge sui servizi digitali precedentemente implementata richiede già grandi piattaforme online per valutare e ridurre i rischi affrontati dagli utenti vulnerabili, compresi i minori. La Commissione Europea sta attualmente indagando se alcune grandi piattaforme abbiano progettato prodotti che creano dipendenza per indurre l’uso a lungo termine dei servizi da parte di bambini e adolescenti.

Se la nuova legislazione sui minori verrà finalmente proposta, significherà che la supervisione dell'UE sulle piattaforme Internet si sposterà ulteriormente dal "governare la piattaforma dopo che sorgono problemi" a "imporre alle aziende di considerare la sicurezza dei bambini sin dalla fase di progettazione del prodotto". Potrebbe essere necessario modificare gli algoritmi di raccomandazione, le impostazioni predefinite, i meccanismi di notifica e altre funzionalità della piattaforma che inducono facilmente i minori a continuare a utilizzarla.

Questa tendenza non riguarda solo l'UE. L’Australia ha adottato restrizioni più severe sui social media per i minori, mentre il Regno Unito, la Francia e altri paesi stanno esplorando opzioni simili. Alcune parti degli Stati Uniti hanno anche iniziato a introdurre norme mirate all'uso di Internet da parte dei bambini e alle funzioni di dipendenza dei social media. Una serie di nuove leggi recentemente approvate dallo stato della California negli Stati Uniti vietano alle piattaforme di social media di fornire alcune funzionalità che creano dipendenza comportamentale, come la riproduzione automatica e lo scorrimento infinito, agli utenti di età inferiore ai 16 anni. Allo stesso tempo, hanno anche iniziato a stabilire un quadro di sicurezza per l'uso dei chatbot IA da parte dei bambini.

Tuttavia, esistono ancora chiare differenze all'interno dell'UE sulla questione se l'età minima debba essere fissata a 13, 15 o 16 anni. La Francia vuole aumentare il limite a 15 anni, mentre alcuni paesi come il Nord Europa preferiscono che siano i genitori a decidere quando i bambini possono utilizzare i social media. Alcuni paesi europei temono che un divieto di età troppo rigido e uniforme possa violare il diritto dei genitori di decidere sulla vita digitale dei propri figli e possa anche indurre i bambini a passare a piattaforme con una supervisione più debole.

Inoltre, l'UE deve anche affrontare la questione di come gestire la privacy delle comunicazioni. Esiste uno stretto legame tra la politica di protezione dell’infanzia e la lotta ai contenuti pedopornografici e l’UE sta attualmente portando avanti una legislazione in materia. Nel giugno 2026, il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo politico sull’aggiornamento delle norme penali per i reati di abuso e sfruttamento sessuale dei minori. Le nuove norme amplieranno la definizione dei reati rilevanti, rafforzeranno le indagini e i procedimenti giudiziari e miglioreranno la protezione e il sostegno ai minori vittime.

I dati diffusi dalla Commissione europea mostrano che il numero di segnalazioni online relative ad abusi sessuali su minori è aumentato da circa 1 milione nel 2010 a oltre 23 milioni nel 2025, coinvolgendo decine di milioni di immagini e file video. Negli ultimi cinque anni si è registrato anche un aumento significativo delle segnalazioni di adescamento online nei confronti dei bambini. L’UE ritiene pertanto che le norme esistenti sulla sicurezza informatica da sole non siano più sufficienti per far fronte ai cambiamenti nell’ambiente digitale.

Tuttavia, il nuovo piano normativo potrebbe ancora una volta innescare controversie tra le aziende tecnologiche e le organizzazioni per la protezione della privacy. La verifica dell'età, il monitoraggio della piattaforma e la regolamentazione dei contenuti delle chat e gli algoritmi di raccomandazione possono tutti coinvolgere questioni come la privacy personale, la comunicazione anonima e la libertà di parola. L’UE deve garantire che le misure per proteggere i bambini non si trasformino in un’eccessiva sorveglianza di tutti gli utenti di Internet.

A livello politico, la legislazione potrebbe anche mettere ulteriormente alla prova la già complessa relazione tra l'Unione Europea e l'industria tecnologica statunitense. Negli ultimi anni l’Europa ha costantemente rafforzato la supervisione delle grandi aziende tecnologiche statunitensi, mentre il governo degli Stati Uniti ha ripetutamente criticato l’UE per aver adottato misure normative digitali troppo stringenti contro le aziende statunitensi. L’UE deve quindi trovare un equilibrio tra il rafforzamento della protezione dei minori e l’evitare regolamenti che potrebbero essere visti come mirati alle imprese specifiche del paese.

Se alla fine la Commissione europea proporrà una legislazione formale, questa dovrà poi essere rivista e negoziata dal Parlamento europeo e dal Consiglio europeo. È probabile che il testo finale presenti modifiche significative rispetto al piano originale. L’età minima, i metodi di verifica dell’età, la definizione di social media e la misura in cui i videogiochi e i servizi di intelligenza artificiale sono inclusi diventeranno tutti i principali punti di contesa nei futuri negoziati.

Indipendentemente da dove venga fissata la soglia di età finale, questa politica dimostra che la supervisione della vita digitale dei minori da parte dell'UE sta entrando in una nuova fase. In passato, l’Europa si affidava principalmente alle norme esistenti, come la legge sui servizi digitali, per imporre alle piattaforme di ridurre i rischi. Il prossimo passo potrebbe essere quello di stabilire direttamente quali servizi digitali i bambini possono utilizzare a quale età e quali misure di protezione devono adottare le piattaforme a livello di progettazione del prodotto, algoritmi e impostazioni predefinite. Per i social media, le piattaforme di gioco e i servizi di intelligenza artificiale con centinaia di milioni di utenti, questo rappresenterà probabilmente un importante aggiornamento nel sistema di regolamentazione digitale europeo.

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