Riassunto:
Un nuovo studio rileva che i pinguini endemici dalla cresta dritta della Nuova Zelanda stanno mostrando tendenze distinte nei loro unici due terreni di riproduzione: la popolazione delle Isole Buenti è rimasta più o meno stabile per almeno 25 anni, mentre la popolazione delle Isole Antipodi è diminuita di oltre il 40% dal 1995. I ricercatori chiamano questa situazione "un pinguino, due destini" "pinguino di Schrödinger", usando la metafora del gatto di Schrödinger per illustrare che guardare solo la valutazione complessiva dell'intera specie può nascondere gravi crisi delle popolazioni locali.

Il team di ricerca ha utilizzato droni per fotografare e contare tutti i terreni riproduttivi nei due gruppi di isole dal 2022 al 2024. Si tratta del primo sondaggio completo sulla popolazione globale di questa specie, integrato da conteggi del terreno per stimare il numero di coppie riproduttive. I risultati hanno mostrato che le Isole Buendi, che coprono un'area di soli circa 50 ettari, hanno circa 27.800 coppie di pinguini riproduttori, che è quasi la stessa delle Isole Antipodi, che hanno un'area circa 40 volte più grande, e ne contano circa 29.800 coppie. Le Isole Antipodi sono state storicamente considerate un terreno fertile privilegiato per questa specie.
Il pinguino crestato si riproduce solo in questi due gruppi di isole subantartiche, a circa 800 chilometri a sud-est dell'Isola del Sud della Nuova Zelanda. È uno dei pinguini meno studiati della Nuova Zelanda e uno dei soli quattro pinguini al mondo classificati come "in pericolo di estinzione". Lo studio sottolinea che l’attuale classificazione globale a rischio di estinzione si basa in gran parte su stime demografiche limitate e incoerenti degli anni ’70; le stime della sua abbondanza a quel tempo potrebbero essere state troppo alte.

I ricercatori ritengono che il declino della popolazione nelle isole Antipodi possa essere correlato a una combinazione di fattori. Man mano che le colonie riproduttive dei pinguini si restringono e si frammentano, la loro capacità collettiva di resistere alla predazione degli stercorari antartici sulle uova e sui pulcini di pinguino diminuisce e di conseguenza le perdite di predazione possono aumentare. Il numero di pinguini saltaroccia nella parte orientale dell'isola è diminuito drasticamente nella seconda metà del XX secolo e il numero di coppie nidificanti è oggi inferiore a 1.000. I collaboratori della ricerca ipotizzano che, dopo che il numero dei pinguini saltaroccia è diminuito, gli Stercorari potrebbero essersi rivolti a predare più pinguini dalla cresta diritta, ma questa spiegazione è ancora speculativa. Anche le frane innescate da temporali più intensi possono frammentare ulteriormente le colonie riproduttive.
Anche i livelli di attività dei pinguini nei due luoghi al di fuori della stagione riproduttiva sono diversi. I pinguini delle Isole Antipodi si recheranno sul fronte antartico per procurarsi il cibo; i pinguini delle Isole Buendi staranno nelle acque più riparate e possibilmente più fertili vicino ai loro luoghi di riproduzione. Il gruppo di ricerca ritiene che le differenze nell’ambiente marino e nelle rotte migratorie possano essere uno dei motivi per cui le popolazioni nei due luoghi hanno tendenze diverse.
La più grande preoccupazione dello studio è che se le due popolazioni vengono valutate insieme, lo stato stabile delle Isole Buendi potrebbe abbassare il livello di rischio complessivo, facendo sembrare che la valutazione globale della specie migliori da "in pericolo" a "vulnerabile". Ciò non è dovuto al fatto che l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura abbia modificato la sua valutazione, ma piuttosto alla valutazione fatta dai ricercatori sulla base di nuovi dati di indagine: una cifra complessiva di questo tipo minimizzerebbe il declino di oltre il 40% delle Isole Antipodi e potrebbe anche sottostimare la minaccia della pesca industriale per la popolazione delle Isole Buendi, indebolendo così la protezione di quella che potrebbe essere l’ultima roccaforte stabile della specie. La ricerca è stata pubblicata su PLoS ONE.
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