Riassunto:
Secondo i rapporti, mentre il Nord America e alcuni paesi europei sono nel profondo della crisi del fentanil, i decessi per overdose e i tassi di circolazione di fentanil in Italia sono rimasti a livelli estremamente bassi per molto tempo. Un certo numero di procuratori giudiziari antimafia ed esperti di ricerca sulla criminalità organizzata hanno sottolineato che questo fenomeno anomalo non è dovuto solo all'applicazione quotidiana della legge antidroga da parte della polizia, ma più probabilmente ai vertici della mafia italiana che attuano segretamente e congiuntamente un "divieto" del fentanil nei loro territori sulla base di interessi commerciali e di elusione delle forze dell'ordine.

Le statistiche ufficiali mostrano che nel 2024 il fentanil, che è circa cento volte più potente della morfina, è stato correlato a soli due casi di avvelenamento mortale in Italia, mentre la Germania ha registrato 95 casi e gli Stati Uniti quasi 48.000 casi nello stesso periodo. Questo tasso di mortalità estremamente basso non può essere semplicemente attribuito al basso livello generale di consumo di droga in Italia. I dati di monitoraggio europei mostrano che circa il 2,1% dei giovani italiani ha fatto uso di cocaina in un anno, un dato paragonabile al 2,2% della Germania, e il tasso di consumo di oppioidi ad alto rischio in Italia è addirittura circa il doppio di quello della Germania. Tuttavia, mentre molti paesi europei sono cauti nei confronti della diffusione del fentanil, il procuratore italiano anti-gangster Nicola Gratteri ha sottolineato che le forze dell'ordine del paese non hanno finora scoperto casi di contrabbando di fentanil su larga scala, il che dimostra che le bande criminali organizzate si tengono deliberatamente alla larga da questa varietà.
Roberto Saviano, noto scrittore specializzato nello studio della mafia, ritiene che l'attuale crisi dovuta all'inondazione di fentanil in Italia risieda nel rifiuto collettivo dei gruppi criminali locali. L'analisi sottolinea che l'altissima letalità del fentanil non solo provoca una rapida morte dei consumatori, abbreviando così il ciclo di pagamento a lungo termine dei clienti dipendenti, ma innesca anche devastanti repressioni da parte delle forze dell'ordine nazionali e persino dei livelli politici a causa di incidenti mortali su larga scala. Ciò danneggia direttamente i tradizionali mercati di sfruttamento dell’eroina e della cocaina che la mafia ha da tempo radicato e, in termini di logica commerciale, “il guadagno supera la perdita”.
Vincenzo Molinese, comandante della task force speciale contro la criminalità organizzata dei Carabinieri italiani, ha precedentemente confermato in una testimonianza davanti a una commissione parlamentare che l'intelligence esistente indica che le reti di bande criminali stanno effettivamente evitando attivamente la distribuzione di fentanil. Anche se la polizia non ha ancora intercettato la registrazione di una telefonata diretta tra i boss per raggiungere un accordo, i ricercatori hanno sottolineato che nel sistema di distribuzione sotterraneo strettamente controllato dalla mafia, tali decisioni leader del settore devono essere prese ai massimi livelli. Qualsiasi piccola banda che tenti di introdurre il fentanil ad alto rischio senza autorizzazione dovrà affrontare punizioni crudeli e violente da parte della banda stessa.
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