Il tribunale britannico riapre la causa antitrust tra Apple e Amazon che prevede un accordo per limitare le vendite a terzi

📅 2026-09-30

Riassunto:

Il tribunale d'appello britannico per la concorrenza ha recentemente deciso di riprendere il processo di un'azione legale collettiva antitrust contro Apple e Amazon, riportando all'attenzione del pubblico la controversia legale relativa all'accordo di cooperazione commerciale tra le due società. La causa è stata intentata per la prima volta nel 2023 e si concentra su un accordo di cooperazione raggiunto da Apple e Amazon nel 2018.

Il querelante ritiene che l'accordo limiti la capacità dei rivenditori terzi di vendere prodotti a marchio Apple e Beats sulla piattaforma Amazon, indebolendo così la concorrenza sul mercato e costringendo i consumatori a pagare prezzi più alti. La causa sostiene che le due società hanno adottato una condotta di mercato anticoncorrenziale.

In effetti, questa non è la prima volta che Apple e Amazon si trovano ad affrontare un controllo normativo e legale su questo accordo. In precedenza, anche paesi come Germania, Stati Uniti, Spagna e Italia hanno avviato indagini o relative azioni legali su questioni simili.

Il caso britannico è stato inizialmente condotto dalla studiosa di diritto dei consumatori Christine Riefa. Tuttavia, il Tribunale d'appello per la concorrenza del Regno Unito ha precedentemente rifiutato di consentire al caso di avviare una procedura formale di class action. La corte ha ritenuto che Riefa non sia riuscita a dimostrare pienamente la propria capacità di salvaguardare in modo indipendente gli interessi dei membri della classe e ha anche espresso preoccupazioni circa le modalità di finanziamento del caso.

Una delle controversie riguarda l'accordo sulle entrate tra Asertis, il fornitore del fondo per le controversie, e il caso. Secondo l'accordo in questione, se la causa vince, Asertis potrebbe ricevere prima un risarcimento, e c'è anche la possibilità che i consumatori alla fine non ricevano alcun risarcimento. La Corte ha ritenuto che questo accordo potrebbe ledere gli interessi dei partecipanti alla class action.

Successivamente, il caso è stato sostituito con un nuovo rappresentante di un'azione collettiva e la domanda è stata ripresentata. A seguito di un riesame, il Tribunale d'appello della concorrenza ha deciso di consentire nuovamente la prosecuzione del caso.

Tuttavia, questa volta il tribunale ha consentito che solo alcune delle denunce entrassero nella fase processuale. Le future cause legali si concentreranno principalmente sui prodotti Apple venduti attraverso la piattaforma Amazon e non copriranno più i reclami relativi ai consumatori che acquistano prodotti direttamente dai canali ufficiali di Apple.

La corte ha affermato che l'accusa riguardante i canali di vendita di Apple si basava su una "teoria complessa e speculativa del danno" e che in questa fase non vi erano basi sufficienti per sostenere il suo utilizzo continuato come contenuto principale della causa.

Sia Apple che Amazon hanno espresso chiaramente la loro opposizione alle accuse in questione. Apple insiste sul fatto che lo scopo di raggiungere un accordo di cooperazione con Amazon è combattere la contraffazione e i prodotti scadenti e fornire ai consumatori un ambiente di acquisto più sicuro e affidabile, piuttosto che limitare la concorrenza sul mercato.

Mentre il tribunale britannico riavvia il caso, si prevede che questa importante controversia antitrust che coinvolge due giganti tecnologici globali continuerà a ricevere un'ampia attenzione da parte delle agenzie di regolamentazione, della comunità legale e dei gruppi di consumatori nei prossimi anni.

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