Riassunto:
Durante la Seconda Guerra Mondiale, gli Alleati proposero un'idea stravagante: utilizzare un materiale composito chiamato Pykrete mescolato con ghiaccio e pasta di legno per costruire un'enorme portaerei di ghiaccio resistente alle esplosioni. Ora, ispirati da questo presupposto storico, i ricercatori scientifici hanno sviluppato con successo un nuovo materiale da costruzione ingegneristico chiamato “super ghiaccio” con un salto di qualità in termini di prestazioni attraverso la moderna nanotecnologia e strutture composite a base biologica. La sua resistenza alla compressione è circa 10 volte superiore a quella del ghiaccio normale e ha completamente superato la fatale debolezza del ghiaccio tradizionale che si rompe facilmente.

Essendo una risorsa naturale estremamente abbondante ed economica in aree estremamente fredde, il ghiaccio è stato a lungo difficile da utilizzare come materiale strutturale portante affidabile a causa della sua elevata fragilità. Sebbene il ghiaccio puro ordinario abbia una certa durezza, quando viene colpito o sottoposto a forza irregolare, minuscole crepe interne si diffonderanno attraverso di esso a una velocità estremamente elevata, causando la catastrofica rottura dell'intera struttura in un istante e senza preavviso. Anche se la Parkerite durante la seconda guerra mondiale dimostrò che la fibra può prevenire la propagazione delle crepe, la sua forza di adesione microscopica e le sue proprietà fisiche erano ancora approssimative a causa delle condizioni tecniche dell'epoca.
Per superare completamente questo collo di bottiglia della meccanica dei materiali, il team di ricerca scientifica è partito dalla scala molecolare e nanometrica, integrando cellulosa vegetale (come i cristalli di nanocellulosa) e speciali molecole proteiche nell'acqua in proporzioni precise per il congelamento e la cristallizzazione. Durante il processo di congelamento delle molecole d'acqua, queste nanofibre biologiche altamente disperse si intervallano e si intrecciano tra le particelle dei cristalli di ghiaccio per formare una fitta rete rinforzata tridimensionale; allo stesso tempo, le molecole proteiche forniscono una forte adesione intermolecolare all'interfaccia, prevenendo efficacemente la penetrazione continua e l'espansione incontrollata delle microfessure all'interno dei cristalli di ghiaccio.
I dati dei test meccanici mostrano che il limite di compressione di questo nuovo tipo di "super ghiaccio" è circa dieci volte quello del ghiaccio normale, che è paragonabile alla capacità portante meccanica di alcune malte cementizie di livello tecnico. Ciò che è ancora più innovativo è la sua robustezza: gli esperimenti hanno confermato che il materiale può assorbire un'energia di impatto meccanico 70 volte superiore rispetto al ghiaccio normale prima di rompersi e distruggersi completamente. Anche quando la superficie viene danneggiata da un forte colpo, le nanofibre intrecciate al suo interno "ancorano" la matrice, mostrando caratteristiche di deformazione progressiva simili ai materiali compositi resistenti, dicendo addio completamente alle fragili proprietà della tradizionale disintegrazione e frantumazione del ghiaccio.
Oltre alla sua eccellente resistenza fisica e meccanica, il materiale presenta anche caratteristiche ecologiche come la biodegradazione pura, zero emissioni di carbonio e materiali locali. I ricerca
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