Riassunto:
Uno studio su larga scala recentemente pubblicato mostra che i farmaci antipertensivi possono ridurre efficacemente il rischio di malattie cardiache e ictus, ma solo se i pazienti insistono a prenderli regolarmente come prescritto dal loro medico. Se si dimenticano spesso le dosi, anche se si sta ricevendo un trattamento, l'effetto protettivo cardiovascolare del farmaco potrebbe essere notevolmente ridotto o addirittura vicino alla scomparsa.

Questo studio è stato annunciato al congresso annuale della Società Europea di Cardiologia del 2026. I ricercatori sottolineano che attualmente circa 1,4 miliardi di adulti di età compresa tra 30 e 79 anni in tutto il mondo soffrono di ipertensione. Poiché l’ipertensione spesso non presenta sintomi evidenti, molti pazienti hanno difficoltà a riconoscere i pericoli della malattia nella loro vita quotidiana. Tuttavia, l’ipertensione a lungo termine può continuare a danneggiare i vasi sanguigni e gli organi, aumentando il rischio di malattia coronarica, ictus, insufficienza cardiaca e altre malattie.
Sebbene sia stato dimostrato che i farmaci antipertensivi riducono significativamente questi rischi, la realtà è tutt'altro che ideale. I ricercatori affermano che circa la metà dei pazienti non continua a prendere i farmaci esattamente come prescritto, il che potrebbe compromettere i benefici per la salute che i farmaci dovrebbero avere.
Per valutare con precisione l'importanza dell'assunzione regolare di farmaci, un gruppo di ricerca dell'Università di Oxford nel Regno Unito ha riunito e analizzato i dati di 9 studi clinici randomizzati, che hanno coinvolto un totale di 91.339 soggetti. A differenza di molte analisi precedenti basate su studi osservazionali, gli studi randomizzati possono eliminare in modo più efficace altri fattori interferenti e quindi riflettere in modo più fedele l’impatto della compliance del farmaco sugli effetti del trattamento.
I ricercatori hanno diviso i partecipanti in due categorie: un gruppo ha assunto almeno l'80% della dose prescritta ed è stato definito gruppo ad alta aderenza; l'altro gruppo ha assunto meno dell'80% della dose prescritta ed è stato classificato come gruppo a bassa aderenza. I risultati mostrano che anche in contesti di studi clinici altamente regolamentati, l’aderenza dei pazienti ai farmaci diminuisce nel tempo. Nel primo anno, l’88% dei pazienti era altamente collaborante, ma nel quinto anno questa percentuale è scesa al 79%.
Ulteriori analisi hanno dimostrato che i pazienti che hanno continuato ad assumere il farmaco hanno ottenuto effetti antipertensivi significativamente migliori. Nel gruppo ad alta aderenza, il trattamento antipertensivo ha ridotto la pressione arteriosa sistolica in media di 5,2 mmHg; nel gruppo a bassa aderenza, questa quantità era di soli 3,0 mmHg.
Una differenza ancora più importante riguarda il rischio di malattie cardiovascolari. Il gruppo di ricerca si è concentrato su eventi cardiovascolari gravi come ictus, infarto miocardico, cardiopatia ischemica e insufficienza cardiaca che hanno portato al ricovero in ospedale o alla morte. I risultati hanno rilevato che tra coloro che hanno insistito nell’assumere regolarmente i farmaci, l’incidenza di eventi cardiovascolari maggiori era inferiore dell’11% rispetto a quella del gruppo di controllo; mentre tra coloro che spesso saltavano l'assunzione di farmaci, lo studio non ha osservato un effetto significativo di riduzione del rischio.
Il leader dello studio ha affermato che questo risultato dimostra che la prescrizione di farmaci antipertensivi è solo una parte del trattamento. La capacità del paziente di aderire al farmaco per un lungo periodo determina anche se il trattamento può davvero proteggere il cuore e i vasi sanguigni. Per la gestione dell’ipertensione, il miglioramento della compliance dei pazienti ai farmaci dovrebbe diventare una direzione importante su cui concentrarsi il futuro sistema medico.
I ricercatori ritengono che nella futura pratica clinica non dovremmo solo prestare attenzione ai valori della pressione sanguigna dei pazienti, ma anche monitorare più attivamente lo stato dei farmaci e adottare misure come promemoria, istruzione e gestione digitale per aiutare i pazienti a stabilire abitudini mediche regolari a lungo termine.
Gli esperti sottolineano che molti pazienti interrompono l'assunzione di farmaci in modo intermittente perché i loro sintomi non sono evidenti, sentono di essere in buona salute o sono preoccupati per gli effetti collaterali. Ma il pericolo più grande dell’ipertensione risiede proprio nella sua natura nascosta. Anche se i pazienti si sentono normali, i danni vascolari e i rischi cardiovascolari possono continuare ad accumularsi. Questo studio dimostra ulteriormente che i farmaci antipertensivi possono fornire una protezione significativa, ma questa protezione si basa sull’assunzione continua e regolare dei farmaci, piuttosto che sulla semplice prescrizione del farmaco stesso.
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