Riassunto:
L'analista di Barclays Dan Levy prevede che Musk potrebbe annunciare una fusione tra Tesla e SpaceX prima di dicembre per integrare le sue attività di intelligenza artificiale, robotica e aerospaziale rafforzando al contempo il controllo dell'azienda. Barclays ritiene che la soluzione più probabile sia che SpaceX acquisisca Tesla attraverso uno scambio di azioni. Secondo le attuali valutazioni delle due società, rispettivamente di circa 2,1 trilioni di dollari e 1,5 trilioni di dollari, dopo la fusione, Musk potrebbe detenere circa il 37% delle azioni della nuova società, ma controllare circa il 56% dei diritti di voto. Tuttavia, la transazione in questione rientra ancora nello scenario previsto da Barclays e le due parti non hanno ancora annunciato un piano formale di fusione.

SpaceX potrebbe acquisire Tesla attraverso una borsa valori e si prevede che i diritti di voto di Musk aumenteranno al 56%
Barclays ritiene che una transazione interamente azionaria con SpaceX come acquirente molto probabilmente porterà a una fusione tra le due parti. Gli azionisti di Tesla riceveranno azioni di SpaceX e la transazione potrebbe includere un determinato premio di acquisizione. Attualmente Musk detiene circa il 48% delle azioni di SpaceX, ma controlla circa l'82% dei diritti di voto della società in virtù di azioni di classe B con diritto di voto 10 volte quello delle azioni ordinarie.
In confronto, la partecipazione di Musk in Tesla è di circa il 20%. Tenendo conto delle implicazioni fiscali che potrebbero derivare dalla maturazione di alcune azioni nel 2028, Barclays stima che la sua percentuale di partecipazione effettiva potrebbe scendere a circa il 17%.
Se SpaceX acquisisse Tesla alla valutazione attuale, Barclays prevede che Musk deterrà circa il 37% del capitale della società combinata e il 56% dei diritti di voto. Musk ha dichiarato molte volte in precedenza che spera di detenere circa il 25% delle azioni di Tesla per assicurarsi di avere un'influenza sufficiente sul business dell'intelligenza artificiale e della robotica. Barclays ritiene che il rafforzamento del controllo possa rappresentare una motivazione importante per promuovere le fusioni.
Integra Robotaxi, Optimus e Grok per promuovere l'intelligenza artificiale e la produzione di chip in modo unificato
Barclays prevede che il piano di fusione si baserà sull'integrazione del business dell'intelligenza artificiale come motivo principale, combinando i taxi a guida autonoma Robotaxi di Tesla e i robot umanoidi Optimus con progetti di intelligenza artificiale come Grok e Macrohard all'interno del sistema SpaceX.
Le due parti potrebbero anche cooperare sul piano di produzione di chip di Terafab. Tesla sta costruendo una struttura di ricerca e sviluppo ad Austin, in Texas, con un investimento di circa 3 miliardi di dollari. Si prevede che il successivo impianto di produzione richiederà un investimento di circa 16,8 miliardi di dollari, che potrebbe essere finanziato congiuntamente dalle due società. Musk ha precedentemente sottolineato che le decisioni relative a Terafab devono essere approvate rispettivamente dai consigli di amministrazione delle due società, il che è un processo che richiede tempo. Si prevede che la fusione riduca questa barriera di coordinamento.
Altre potenziali sinergie includono la fornitura di servizi di comunicazione Starlink per i veicoli Tesla, l'integrazione di Grok nel robot Optimus e l'utilizzo di prodotti di stoccaggio dell'energia Tesla per supportare i futuri data center spaziali di SpaceX.
Sarà annunciato al più presto prima della fine dell'anno, ma l'approvazione degli azionisti e le ingenti spese in conto capitale rappresentano ancora ostacoli
Barclays ha sottolineato che l'assemblea annuale degli azionisti di Tesla del 2026 dovrà tenersi prima del 6 dicembre, quindi non è escluso che Musk annunci il piano di fusione prima dell'assemblea. Tuttavia, se l’accordo viene annunciato a fine ottobre o inizio novembre, potrebbe non esserci abbastanza tempo per la revisione da parte degli azionisti. Un altro scenario è che entrambe le parti annuncino in modo indipendente un accordo entro i prossimi sei-dodici mesi.
In termini di finanza, le previsioni di mercato citate da Barclays mostrano che il flusso di cassa libero di Tesla potrebbe raggiungere i 12 miliardi di dollari nel 2030, mentre si prevede che SpaceX consumerà ancora 17 miliardi di dollari. Sebbene la fusione possa aumentare la flessibilità dei finanziamenti, le ingenti spese in conto capitale di entrambe le parti aumenteranno anche i requisiti di finanziamento.
Inoltre, la transazione deve essere approvata dai consigli di amministrazione e dagli azionisti di entrambe le parti e sottoposta a revisione antitrust. Dato che SpaceX ha contratti con il governo degli Stati Uniti, Barclays ritiene che l’accordo potrebbe comportare anche una revisione della sicurezza nazionale.
Barclays ritiene che il grado di sovrapposizione commerciale tra le due parti continui ad aumentare, rendendo la fusione uno scenario degno di attenzione, ma vi è ancora incertezza sulla struttura finale della transazione e sui tempi di annuncio.
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