Il tribunale australiano richiede che l’Apple App Store apra app store di terze parti entro il 2027

📅 2026-10-22

Riassunto:

Dopo anni di procedimenti legali, la Corte Federale australiana ha emesso una serie di requisiti di rettifica antitrust contro Apple, ordinandole di consentire agli app store di terze parti di entrare nell'ecosistema iOS e rimuovere le restrizioni sugli sviluppatori che indirizzano gli utenti a utilizzare metodi di pagamento esterni. I requisiti pertinenti sono ampiamente considerati dal mondo esterno come molto simili alle riforme promosse dal Digital Market Act (DMA) dell’UE, segnando un nuovo ciclo di pressione normativa affrontata da Apple su scala globale.

Secondo un documento giudiziario di 1.104 paragrafi, il tribunale ha stabilito che alcune delle azioni di Apple costituivano pratiche anticoncorrenziali e richiedevano misure correttive mirate. Sebbene il contenuto della sentenza sia generalmente coerente con l’orientamento di rettifica precedentemente promosso dall’UE, le disposizioni specifiche sono definite più chiaramente per impedire ad Apple di eludere i requisiti pertinenti attraverso accordi tecnici o commerciali.

Il tribunale richiede innanzitutto che Apple consenta a Epic Games di inviare nuovamente "Fortnite" e altre applicazioni all'App Store, a condizione che tali applicazioni siano conformi alle attuali specifiche di revisione di Apple. In linea con lo spirito della sentenza, si prevede che il processo di reinserimento negli elenchi venga avviato il prima possibile.

Oltre a questa richiesta, la Corte Federale australiana ha proposto anche una serie di misure correttive specifiche. Apple deve consentire agli app store di terze parti di operare sulla piattaforma iOS, consentendo agli utenti di scoprire, scaricare e aggiornare le app attraverso questi store. Apple non può impedire o limitare gli utenti di iPhone e altri dispositivi iOS dalla scoperta e dall'utilizzo di app store di terze parti, né può adottare misure che possano ostacolare lo sviluppo dei relativi servizi.

Per quanto riguarda la questione delle tariffe, la corte ha stabilito chiaramente che Apple non addebiterà agli sviluppatori o agli utenti costi aggiuntivi per l'accesso ad app store di terze parti, né potrà aumentare la soglia operativa delle piattaforme di terze parti attraverso condizioni aggiuntive. Allo stesso tempo, Apple non deve utilizzare strumenti di sviluppo, interfacce o accesso API per creare barriere che costringerebbero i canali di distribuzione di terze parti a dover affrontare costi più elevati o condizioni di utilizzo più complesse rispetto all’App Store ufficiale.

Nel campo dei pagamenti, il tribunale ha richiesto ad Apple di rimuovere completamente le restrizioni anti-sterzo, di non impedire agli sviluppatori di consigliare altri metodi di pagamento agli utenti e di non forzare le app a utilizzare il sistema di acquisto in-app di Apple per completare le transazioni.

Per quanto riguarda le questioni di gestione della sicurezza, la corte ha affermato che Apple può ancora stabilire requisiti di sicurezza per le applicazioni trasferite localmente o per gli app store di terze parti, ma tali requisiti devono corrispondere ai rischi per la sicurezza chiaramente definiti in anticipo e non possono creare ostacoli irragionevoli in nome della sicurezza.

Inoltre, Apple deve anche consentire agli sviluppatori di utilizzare liberamente altre soluzioni di elaborazione dei pagamenti nelle applicazioni pubblicate nell'App Store ufficiale e negli app store di terze parti. Sia che installino un'app o effettuino un pagamento, gli utenti non dovrebbero incontrare passaggi aggiuntivi, avvisi o altre barriere artificiali quando scelgono canali non Apple.

Secondo l'ordinanza del tribunale, Apple deve completare tutti i requisiti di rettifica entro il 1 marzo 2027. Se la società non prevede che sarà completata in tempo, dovrà presentare le prove pertinenti al tribunale prima del 15 febbraio 2027 e spiegare i motivi della proroga.

La sentenza impone inoltre ad Apple di sostenere circa l'85% delle spese legali sostenute da Epic Games in questa causa. Tuttavia, nel settore è generalmente previsto che Apple continuerà a ricorrere in appello contro le sentenze pertinenti e cercherà di adeguare o rinviare alcuni requisiti di rettifica attraverso successive procedure legali.

Mentre l'Unione Europea, l'Australia e altre giurisdizioni promuovono successivamente ecosistemi di applicazioni e sistemi di pagamento aperti, il modello di business chiuso di lunga data di Apple, costruito attorno all'App Store, si trova ad affrontare crescenti sfide normative. Nei prossimi anni questi provvedimenti normativi potrebbero modificare ulteriormente le regole per la distribuzione del software e il pagamento delle app sulla piattaforma iOS.

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