Riassunto:
Nel campo dell'istruzione superiore, gli squilibri di genere in specializzazioni quali ingegneria, informatica e infermieristica esistono da tempo. In passato, venivano spesso attribuiti semplicemente alle differenze nel rendimento scolastico o negli interessi professionali tra studenti e studentesse prima dell'iscrizione. Tuttavia, l'ultimo studio su larga scala pubblicato sulla rivista "Nature Human Behavior" mostra che
la selezione del genere nelle specializzazioni universitarie è molto più complessa di quanto sembri. Il rendimento accademico non è il fattore decisivo che causa il divario di rappresentanza. Lo squilibrio mostra significative caratteristiche di differenziazione tra gruppi di studenti con diversi livelli accademici.

Questo studio, condotto da studiosi della New York University e di altre istituzioni, ha condotto un'analisi approfondita dei dati rappresentativi a livello nazionale del Dipartimento dell'Istruzione degli Stati Uniti che coprono più di 19.000 studenti. Lo studio ha rilevato che nelle specializzazioni a predominanza maschile come ingegneria, informatica, fisica, economia e commercio, il motivo per cui prevalgono gli uomini cisgender tradizionali è che il divario maggiore non appare tra gli accademici con punteggi elevati, ma è concentrato tra gli studenti i cui voti di scuola superiore e punteggi dei test standardizzati sono inferiori alla media. In altre parole, gli uomini cisgender con risultati inferiori hanno molte più probabilità di entrare e rimanere in queste specializzazioni rispetto alle donne con lo stesso livello accademico; ma tra gli studenti con risultati elevati, questo divario di genere si riduce in modo significativo.
Il gruppo di ricerca ha sottolineato che questo fenomeno riflette il fatto che le norme sociali e l'ambiente professionale interno possono inconsciamente favorire i gruppi storicamente dominanti, fornendo così una tolleranza implicita e un cuscinetto istituzionale per gli uomini con risultati accademici inferiori per accedere a questi campi tradizionali. Tuttavia, questo squilibrio non si limita al tradizionale confronto binario tra uomini e donne. Per la prima volta la ricerca estende il campo di applicazione anche ai gruppi appartenenti a minoranze sessuali e di genere (LGBTQ+). I dati mostrano che, indipendentemente dal sesso biologico, gli studenti LGBTQ+ sono gravemente sottorappresentati nelle specializzazioni a predominanza maschile come ingegneria, informatica ed economia; anche nei settori a maggioranza femminile come l’assistenza infermieristica e le scienze sanitarie, gli uomini LGBTQ+ sono sottorappresentati.
A differenza delle specializzazioni a predominanza maschile che mostrano una chiara differenziazione gerarchica, le specializzazioni a predominanza femminile (come infermieristica e istruzione) non hanno replicato completamente questo modello. I modelli di ricerca mostrano che le donne LGBTQ+ di alto livello tendono ad essere sovrarappresentate nelle specializzazioni a predominanza femminile. I ricercatori ritengono che questo fenomeno possa significare che, anche se le donne LGBTQ+ entrano in campi apparentemente inclusivi e amichevoli dominati dalle donne, devono comunque fare affidamento su curriculum accademici superiori come punto d’appoggio.
Gli studiosi sottolineano che il rendimento accademico e gli interessi professionali non possono spiegare completamente l'enorme divario nella distribuzione professionale dei diversi gruppi. Se gli studenti con potenziale e talento si perdono o rinunciano a una specializzazione specifica a causa di barriere nascoste che non hanno nulla a che fare con la preparazione accademica, ciò non è solo una perdita personale per lo studente, ma limita anche lo sviluppo diversificato delle discipline correlate. Questo studio mostra che l’eliminazione dello squilibrio di genere nelle specializzazioni universitarie non può basarsi solo sul miglioramento delle competenze accademiche di gruppi specifici, ma deve anche iniziare dal miglioramento dell’ambiente culturale della disciplina e dalla rottura dei pregiudizi istituzionali per costruire un ecosistema di istruzione superiore più equo e inclusivo.
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