Strutture nascoste sul lato nascosto della Luna potrebbero riscrivere la storia dell’evoluzione del campo magnetico lunare

📅 2026-09-29

Riassunto:

Un nuovo studio mostra che un'antica struttura vulcanica sepolta sul lato nascosto della Luna potrebbe fornire una delle prove più evidenti finora a sostegno della controversia di lunga data secondo cui "la Luna aveva un campo magnetico globale generato dal suo stesso interno quando era giovane."

Un gruppo di ricerca dell'ETH di Zurigo ha combinato i dati sulla gravità ottenuti dalla missione GRAIL della NASA e le misurazioni del campo magnetico raccolte dal Lunar Prospector e dalla sonda giapponese Kaguya per scoprire un ammasso roccioso ad alta densità e fortemente magnetizzato nella regione di Der Waal, sul lato nascosto della luna. I ricercatori stimano che la struttura sotterranea sia larga circa 60 chilometri e si estenda per circa 9 chilometri sottoterra.

La Luna di oggi non ha più un campo magnetico globale, ma da decenni la comunità scientifica discute se un tempo l'interno della Luna avesse un meccanismo di dinamo azionato dal nucleo come quello della Terra, che creava un campo magnetico globale. Gli studi precedenti sui campioni di roccia lunare riportati dalle missioni Apollo si sono rivelati incoerenti. Alcune prove suggeriscono che la Luna avesse un forte campo magnetico nei suoi primi giorni, mentre altri studi sono scettici.

Il gruppo di ricerca ritiene che la struttura sotterranea nell'area di Dewaal sia probabilmente un corpo di magma che si sollevò dall'interno della Luna circa 4,2 miliardi di anni fa e alla fine si raffreddò e solidificò. Poiché gli scienziati sono stati in grado di stimare la quantità di ferro in queste rocce, sono riusciti anche a calcolare l’intensità minima del campo magnetico che avrebbe fatto sì che le rocce diventassero magnetiche mentre si raffreddavano.

I ricercatori hanno affermato che i risultati dei calcoli hanno mostrato che la forza del campo magnetico della luna in quel momento molto probabilmente superava i 10 microtesla. Per fare un confronto, l’intensità media del campo magnetico sulla superficie terrestre oggi è di circa 50 microtesla.

Il gruppo di ricerca ha valutato anche un'altra possibilità, ovvero che l'impatto di un grande asteroide o meteorite abbia causato la magnetizzazione delle rocce. Tuttavia, la regione di De Waal è al di fuori dell’area precedentemente ritenuta responsabile della magnetizzazione da impatto, quindi i ricercatori sono più propensi a credere che queste caratteristiche di magnetizzazione provengano da un campo magnetico più duraturo generato all’interno della Luna, piuttosto che da un evento di impatto una tantum.

Ciò significa che il campo magnetico associato ha quasi certamente origine da un meccanismo dinamo di vecchia data all'interno del nucleo della Luna, hanno osservato i ricercatori. La scoperta supporta ulteriormente l’idea che un tempo la Luna avesse un campo magnetico interno.

Vale la pena notare che nell'area di Dewaal esiste anche una speciale struttura superficiale chiamata "modello a spirale lunare". Questi motivi superficiali luminosi e curvi sono spesso associati ad anomalie magnetiche localizzate. Una spiegazione proposta dagli scienziati è che il campo magnetico distribuito orizzontalmente può deviare parzialmente il vento solare, rallentando così l’effetto a lungo termine del vento solare sul suolo lunare, consentendo alle aree interessate di mantenere una luminosità più elevata.

I ricercatori hanno affermato che questo tipo di fenomeno è di grande importanza per le future attività di atterraggio sulla Luna. Le linee del campo magnetico locale possono fornire agli astronauti un certo grado di protezione dal vento solare, mentre i vortici lunari dovrebbero aiutare gli scienziati a identificare queste potenziali aree di protezione.

Questo studio rafforza ulteriormente la base di prove dell'esistenza di una dinamo del campo magnetico interno nella Luna primordiale. Tuttavia, è emerso un nuovo enigma: come mai il nucleo relativamente piccolo della Luna genera un campo magnetico così potente. I ricercatori ritengono che la preoccupazione dell'attuale comunità scientifica stia gradualmente cambiando da "se la Luna avesse un tempo un meccanismo generatore" a "come funziona questo meccanismo?"

Il gruppo di ricerca ha inoltre sottolineato che il metodo di combinazione dei dati sulla gravità orbitale con i dati del campo magnetico dovrebbe essere utilizzato in futuro per studiare la storia dell'evoluzione del campo magnetico di altri corpi celesti. Marte è un potenziale obiettivo di ricerca, ma la precisione dei dati di rilevamento rilevanti in questa fase non è sufficiente per effettuare analisi dettagliate simili a quelle della Luna.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Science Advances. Lo studio ritiene che l’anomalia magnetica di Deval abbia molto probabilmente origine dall’attività del magma profondo e fornisce nuovi indizi chiave per rivelare l’evoluzione interna iniziale e la storia del campo magnetico della Luna.

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