Riassunto:
La General Atomics Aeronautical Systems degli Stati Uniti ha recentemente annunciato piani per una nuova generazione di veicoli aerei senza pilota a media altitudine e lunga autonomia Wildfire. Questo UAV è progettato per l’attuale ambiente di battaglia ad alto rischio. L’idea centrale non è semplicemente quella di perseguire le prestazioni di una singola macchina, ma di ridurre i costi di produzione, aumentare la velocità di produzione e adottare un grado più elevato di tecnologia autonoma in modo che gli UAV possano essere utilizzati in combattimento in quantità maggiori e resistere a tassi di danno in battaglia più elevati quando necessario.

Wildfire appartiene alla categoria dei droni a media altitudine e lunga autonomia, noti anche come droni MALE. Il precedente prodotto più rappresentativo nel suo genere della General Atomics è stato il drone MQ-9 "Reaper". L'MQ-9 è entrato in servizio con l'aeronautica americana nel 2007 ed è stato considerato un importante progresso nella tecnologia dei droni. L’aereo elimina la necessità di piloti e altri membri dell’equipaggio, consentendogli di essere gestito da controllori di terra remoti e di svolgere missioni di ricognizione, sorveglianza e attacco di lunga durata.
Tuttavia, con il continuo sviluppo dei sistemi di difesa aerea e della tecnologia di guerra elettronica, l'ambiente di combattimento affrontato dall'MQ-9 è cambiato in modo significativo. Il rapporto sottolineava che nelle operazioni legate all’Iran, si diceva che l’MQ-9 utilizzato dalle forze armate statunitensi fosse stato compromesso dall’affidabilità dei moderni sistemi di difesa aerea e dei collegamenti di comunicazione satellitare. Tuttavia, questi dati specifici sulle perdite non sono stati confermati in modo indipendente.
Rapporti pertinenti ritengono che l'esercito americano potrebbe aver perso fino a 45 MQ-9 in direzione dell'Iran, pari a circa un quarto del numero totale di UAV di questo tipo in servizio attivo negli Stati Uniti, coinvolgendo attrezzature per un valore di oltre 1,3 miliardi di dollari USA. Indipendentemente dal numero specifico di perdite, la sopravvivenza dell’MQ-9 in un ambiente ad alta minaccia e il costo di un singolo aereo sono diventati motivi importanti per le forze armate statunitensi per riconsiderare la prossima generazione di UAV a media altitudine e a lunga autonomia.
Piuttosto che continuare a produrre i tradizionali UAV di grandi dimensioni, costosi e lenti a ricostituirsi dopo le perdite, il Dipartimento per l'innovazione della difesa degli Stati Uniti e l'aeronautica americana hanno quindi lanciato il progetto "Massive Modular Aircraft" (MMA), sperando di trovare un nuovo tipo di UAV che possa essere sviluppato più velocemente, prodotto più velocemente, più facile da aggiornare e adatto all'impiego di massa.
Wildfire è una delle soluzioni proposte da General Atomics per soddisfare questa domanda. L'azienda spera che, adottando un design più adatto alla produzione su larga scala, il drone possa essere prodotto in grandi quantità ed eseguire missioni in aree ad alto rischio senza doversi preoccupare troppo della perdita di una singola piattaforma come l'utilizzo di costosi aerei con equipaggio o droni di alto valore.

Dal punto di vista del design, Wildfire si basa sulle precedenti generazioni di tecnologia UAV di General Atomics, ma presta maggiore attenzione ai costi, alla scala di produzione e alla flessibilità della missione. L'azienda spera che, sebbene abbia maggiori capacità di missione rispetto all'MQ-9, possa anche essere prodotto in serie a un costo inferiore, ripristinando così il "vantaggio numerico" richiesto nel moderno campo di battaglia.
Si prevede che Wildfire utilizzerà un motore turboelica e avrà un raggio di transito massimo di 8.000 miglia nautiche, ovvero circa 9.206 miglia o 14.800 chilometri. Una portata così vasta significa che può svolgere missioni di schieramento a lunga distanza senza frequenti rifornimenti in prima linea e può coprire un’area di combattimento considerevole.
Per le comunicazioni e il controllo, Wildfire utilizzerà una rete satellitare composta da un gran numero di satelliti in orbita bassa. La General Atomics prevede di fornire ai droni capacità di comunicazione globale più flessibili attraverso un sistema di cosiddetti “satelliti proliferanti in orbita terrestre bassa”. Questo sistema può anche gestire dozzine di droni in rete contemporaneamente, consentendo a più Wildfire di formare una flotta di droni in rete.
Anche l'autonomia è un aspetto importante di Wildfire. Il drone utilizzerà sistemi autonomi più avanzati per supportare il lavoro collaborativo tra esseri umani e macchine. Rispetto ai droni tradizionali in cui l’operatore di terra controlla continuamente lo stato del volo, questo metodo consente all’operatore di concentrarsi maggiormente sulla missione stessa, lasciando parte del lavoro di gestione del volo e della missione al sistema aviotrasportato.
In termini di capacità di trasporto delle armi, anche il design di Wildfire è ovviamente sbilanciato verso i carichi pesanti. La fusoliera è dotata di molteplici punti di attacco per armi e può trasportare munizioni di grandi dimensioni, inclusi missili da crociera antinave pesanti a lungo raggio. Secondo il piano annunciato dalla General Atomics, potrà trasportare due missili da crociera antinave a lungo raggio o quattro missili da attacco congiunto.

Oltre alle armi, Wildfire può anche essere equipaggiato con sensori modulari, munizioni d'attacco e capsule di carico a seconda della missione. Ciò significa che la stessa piattaforma di base può essere adattata a diversi usi come ricognizione, sorveglianza, sciopero e trasporto a seconda delle esigenze della missione.
David R. Alexander, presidente di General Atomics Aeronautical Systems, ha affermato che Wildfire è stato progettato per soddisfare le esigenze di missioni ad alta domanda e di clienti attenti ai costi. L'azienda lo definisce un drone con "elevata tolleranza ai danni da combattimento" e spera di ottenere maggiore flessibilità e scalabilità mantenendo le caratteristiche ad alte prestazioni dei droni General Atomics.
Le idee rappresentate da Wildfire riflettono anche i cambiamenti nella direzione dello sviluppo dei droni militari statunitensi negli ultimi anni. In passato, i grandi UAV spesso enfatizzavano la lunga durata, i sensori ad alte prestazioni e le capacità di attacco di precisione, quindi il valore di una singola piattaforma continuava ad aumentare. Ma mentre la guerra elettronica, i sistemi di difesa aerea e i droni economici entrano in gran numero sul campo di battaglia, il modello di affidarsi esclusivamente a un piccolo numero di piattaforme di alto valore per eseguire missioni ad alto rischio si trova ad affrontare una pressione crescente.
In questo contesto, le forze armate e le imprese industriali militari statunitensi stanno esplorando due strade contemporaneamente: da un lato, continuano a sviluppare droni di fascia alta con elevata azione stealth, alta velocità e capacità di combattimento complesse; dall’altro sviluppano droni a basso costo che possono essere prodotti rapidamente, in grandi quantità e consentono un elevato tasso di abbandono. Wildfire rientra ovviamente in quest'ultima categoria.
Se alla fine entrerà nella fase di produzione, l'importanza di Wildfire potrebbe non essere solo quella di sostituire l'MQ-9 "Reaper", ma potrebbe anche diventare un nodo importante nella futura rete di droni su larga scala. Con comunicazioni satellitari a lungo raggio, controllo autonomo, sistemi di missione modulari e potenti capacità di trasporto di armi, questo UAV può collaborare con altri UAV, aerei con equipaggio e sistemi di combattimento terrestri e marittimi su una vasta area.
Tuttavia, Wildfire è ancora una soluzione UAV di nuova generazione proposta da General Atomics. Non sono ancora stati annunciati parametri dettagliati come il modello specifico del motore, il peso massimo al decollo, la velocità di volo, i costi di produzione effettivi e i tempi di servizio ufficiali. Se sarà davvero possibile realizzare una produzione di massa a basso costo deve ancora essere verificato attraverso successivi sviluppi e test tecnici.
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