Riassunto:
Un sondaggio condotto da Deloitte mostra che quasi un dipendente britannico su 10 ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale vietati o osteggiati dal proprio datore di lavoro, evidenziando i crescenti conflitti tra dipendenti e management sull'uso di questa tecnologia. Il sondaggio ha rilevato che il 63% dei dipendenti ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale al lavoro, indicando che molte persone sperano di utilizzare l’intelligenza artificiale per migliorare le prestazioni lavorative o accelerare le attività noiose. Allo stesso tempo, il 63% dei 25.000 intervistati teme che il management possa pensare che l’intelligenza artificiale possa sostituirli.
I risultati del sondaggio mostrano che i dipendenti sono desiderosi di adottare l'intelligenza artificiale, ma ritengono che i loro datori di lavoro ne stiano limitando l'uso o potrebbero utilizzare la promozione dell'intelligenza artificiale come scusa per licenziare i dipendenti e abbassare i loro stipendi.
Paul Lee, responsabile della conduzione del sondaggio, ha affermato che i dipendenti penseranno contemporaneamente "questo potrebbe aumentare la mia produttività e questo potrebbe ridurre il mio valore". Secondo lui, questo ha aggravato lo “stigma” dell’intelligenza artificiale sul posto di lavoro.

I dati sopra riportati confermano ulteriormente che l'uso non autorizzato di strumenti di intelligenza artificiale è molto comune sul posto di lavoro. Cyberhaven, una società di sicurezza dei dati che tiene traccia dei trasferimenti di dati in centinaia di aziende, ha scoperto che un terzo dei dipendenti utilizza l’intelligenza artificiale tramite account personali e quasi il 40% delle interazioni con l’intelligenza artificiale coinvolge dati sensibili. Un rapporto di Microsoft dello scorso ottobre affermava che la percentuale di utilizzo non autorizzato di strumenti di intelligenza artificiale raggiungeva il 71%.
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