Riassunto:
Il 7 novembre, il primo ministro britannico Andy Burnham si prepara a sfruttare i due vertici europei che si terranno a novembre per promuovere relazioni economiche più strette tra il Regno Unito e l'Unione Europea al fine di ridurre l'impatto delle barriere commerciali post-Brexit sulla crescita economica britannica. Burnham parteciperà alla riunione della Comunità politica europea a Dublino il 12 novembre e si recherà a Bruxelles per il vertice Regno Unito-UE il 20 novembre. Il governo britannico spera di sfruttare questo evento per promuovere i negoziati bilaterali che stanno procedendo lentamente.

Attualmente, i negoziati tra Regno Unito e UE riguardano principalmente settori quali la mobilità dei giovani, il commercio di prodotti agricoli e la regolamentazione delle emissioni di carbonio. Le due parti hanno ancora divergenze su alcune questioni, inclusa la richiesta dell’UE che il Regno Unito risolva separatamente la questione delle tasse universitarie preferenziali per gli studenti internazionali dell’UE, piuttosto che collegarla alle qualifiche delle aziende britanniche per partecipare alle politiche industriali dell’UE. Il governo britannico spera di ridurre i costi per le aziende nazionali allentando alcune restrizioni commerciali e semplificando le procedure normative.
Dopo aver assunto la carica di Primo Ministro britannico nel luglio di quest'anno, Burnham ha dimostrato una maggiore flessibilità nella politica europea rispetto al suo predecessore Starmer. Il governo del Regno Unito sta valutando una serie di opzioni, tra cui l’istituzione di un partenariato economico dedicato, l’adesione all’unione doganale dell’UE o al mercato unico europeo, e anche la possibilità di rientrare nell’UE in futuro. Tuttavia, i costi politici ed economici delle diverse opzioni variano in modo significativo. Il rientro nel mercato unico può migliorare le condizioni di accesso al commercio per le aziende britanniche, ma richiede l’accettazione delle regole sulla libera circolazione delle persone; un’unione doganale può evitare alcune controversie sull’immigrazione, ma i benefici economici sono relativamente limitati.
Discussioni rilevanti hanno suscitato preoccupazioni all'interno del Partito laburista britannico. Alcuni parlamentari provenienti da collegi elettorali pro-Brexit nel 2016 temono che la rivisitazione delle questioni relative all’immigrazione e alla sovranità nazionale possa esacerbare le divisioni politiche interne e creare opportunità politiche per il Partito riformista di Nigel Farage. Allo stesso tempo, anche se recenti sondaggi mostrano che il sostegno del pubblico britannico al rafforzamento dei legami con l’Unione Europea è aumentato, ciò non significa che gli elettori siano disposti a affrontare nuovamente il lungo dibattito politico sulla Brexit. L’UE è inoltre cauta sulla capacità del Regno Unito di tradurre la sua posizione politica più positiva in un accordo concreto.
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